I filtri ND sono uno strumento importante per i fotografi che desiderano espandere la loro creatività e controllare la quantità di luce che entra nella fotocamera. In questo articolo esploreremo come utilizzare i filtri ND per ottenere alcuni dei più comuni effetti fotografici. Ne esistono sia di circolari che a lastra. I primi sono molto più economici e pratici in quanto basta avvitarli sulla lente ed il gioco e fatto, mentre quelli a lastra necessitano di un supporto (chiamato holder) che sul quale andremo a posizionare i nostri filtri. E’ un sistema che garantisce una resa migliore senza ombra di dubbio ma è di gran lunga più costoso e meno pratico, inoltre va considerato che questi filtri sono più ingombranti di quelli circolari.

 Il primo utilizzo comune dei filtri ND è per ottenere un effetto “seta” sull’acqua o sui cieli nuvolosi. Questo può essere ottenuto utilizzando un filtro ND di intensità medio-alta (ad esempio ND8 o ND16) e impostando un tempo di esposizione lungo. Ciò consentirà all’acqua o alle nuvole di muoversi durante l’esposizione, creando un effetto di movimento e sfocatura.

 I filtri ND possono anche essere utilizzati per ottenere effetti creativi come l’effetto “Panning” in cui si utilizza un filtro ND di intensità medio-bassa (ad esempio ND2 o ND4) e si imposta un tempo di esposizione lungo mentre si segue il movimento del soggetto con la fotocamera. Ciò consentirà al soggetto di rimanere nitido mentre lo sfondo si muove durante l’esposizione, creando un effetto di movimento e velocità.

 In generale, i filtri ND sono uno strumento estremamente utile per i fotografi che vogliono espandere la loro creatività e controllare la quantità di luce che entra nella fotocamera. Sperimentare con diverse intensità di filtri ND e tempi di esposizione può aiutare a ottenere risultati sorprendenti e unici.

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